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Raggira una donna e ottiene una ricarica di 300 euro su carta prepagata, i carabinieri denunciano un 23enne per truffa

Raggira una donna e ottiene una ricarica di 300 euro su carta prepagata, i carabinieri denunciano un 23enne per truffa

I carabinieri della stazione di Castiglioncello hanno identificato il presunto autore di un raggiro ai danni di una 66enne, pianificato attraverso l’impiego di una nota applicazione di messaggistica istantanea. Lo fa sapere il Comando provinciale dei carabinieri con un comunicato stampa.

Dalla ricostruzione fatta dai militari risulta che “la vittima, tratta in inganno dal tono confidenziale del messaggio che le era giunto sul cellulare, benché proveniente da un’utenza a lei sconosciuta, è stata indotta a credere di interloquire con la propria figlia che, con un nuovo numero telefonico, le avrebbe chiesto tramite dei messaggi, l’invio immediato di denaro per poter acquistare un nuovo cellulare a seguito del danneggiamento di quello vecchio, caduto accidentalmente nell’acqua”.

La donna, in comprensibile apprensione, ha quindi effettuato una ricarica di 300 euro (a fronte dei 995 inizialmente richiesti) su una carta prepagata ingannevolmente fornitale dall’ignoto interlocutore. Poco dopo, però, ha scoperto quanto accaduto, quando, dopo veri tentativi di chiamare e parlare a voce con la presunta figlia, non ha mai ricevuto risposta, venendo, infine, bloccata.

Maturata la certezza di essere stata raggirata, la donna si è rivolta ai carabinieri di Castiglioncello i quali, nel giro di poco tempo, mediante serrate attività di indagine condotte anche eseguendo l’analisi sui flussi di denaro, sono riusciti a identificare il presunto autore della truffa. Si tratta di un giovane di 23 anni, che è stato denunciato in stato di libertà all’AG competente di Livorno.

Il Comando provinciale dei carabinieri ribadisce l’invito, in caso di comportamenti sospetti, a informare subito il presidio dell’Arma più vicino o chiamare il 112 NUE al fine di denunciare sempre tempestivamente il fatto, così da consentire sempre il tempestivo svolgimento delle opportune indagini”.

Il Comando ricorda che “nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile”.

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