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La lettera del sindaco per la Giornata internazionale della donna: “Celebrare chi ha lottato per l’emancipazione femminile, ma nel mondo ancora troppe donne subiscono soprusi e discriminazioni”

Pubblichiamo integralmente di seguito la lettera con cui il sindaco di Rosignano Marittimo, in occasione della Giornata internazionale della donna, si rivolge a dipendenti e collaboratrici, consigliere e assessore, e a tutte le cittadine:

“Come ogni anno l’otto marzo, Festa internazionale della donna, è l’occasione per ringraziare voi, tante donne, che lavorate con passione e competenza al buon andamento di questa Amministrazione. Grazie alle Assessore, alle Consigliere, alle dipendenti comunali e più in generale a tutte le donne che contribuiscono attivamente allo sviluppo della nostra comunità. Grazie a tutte le cittadine del Comune: studentesse, lavoratrici, mamme, casalinghe, professioniste, educatrici… sempre in corsa contro il tempo, attente a non venire meno alle responsabilità quotidiane, pronte a conciliare impegni familiari e lavorativi. 

Il mio augurio è che questa Giornata sia un momento di condivisione per ringraziare e celebrare le tante donne che, a partire dall’inizio del secolo scorso, hanno lottato e si sono sacrificate per migliorare le condizioni di vita e l’emancipazione femminile nella società.

Purtroppo, la strada per una reale equità tra i sessi è ancora lunga e piena di ostacoli. Il mio pensiero va, dunque, alle molte donne che vivono ancora in condizione di minorità, subendo discriminazioni e soprusi, soprattutto in quei Paesi in cui i diritti umani fondamentali vengono violati e la disparità di genere e la sottomissione femminile sono sancite dalla legge.

E’ questo il senso della mozione proposta dal Consiglio nazionale ANCI e approvata dal nostro Consiglio Comunale lo scorso 28 febbraio, per dedicare la Giornata internazionale della donna 2023 alle donne afgane e iraniane, alle quali i regimi talebani hanno imposto una serie di divieti che di fatto annullano qualsiasi possibilità di vita fuori dalle mura domestiche. Dopo il ritiro delle truppe americane da Kabul, donne, ragazze e bambine afghane hanno perso ogni diritto conquistato negli ultimi 20 anni: non possono studiare, non possono avere un lavoro, non possono guidare né praticare sport, non possono uscire da casa senza essere accompagnate da un uomo di famiglia. In Iran, dopo la morte della ventiduenne Masha Amini, detenuta in un centro della polizia morale per non aver indossato correttamente il velo, si susseguono da mesi dimostrazioni e proteste pacifiche, che vengono represse con la violenza e si contano almeno 520 manifestanti uccisi dalla polizia. 

La sera del 7 e dell’8 marzo il Castello Pasquini di Castiglioncello si illuminerà di giallo per esprimere una ferma presa di posizione contro i regimi di Iran e Afganistan, nell’amara consapevolezza che questi sono solo due tra i numerosi Paesi del mondo in cui le donne sono prive di diritti civili e politici, oppresse e violate, senza possibilità di poter decidere per sé stesse,  se non a rischio della propria vita.

A questo proposito, tra le varie iniziative che si terranno nel mese di marzo per riflettere sulla condizione femminile, vi invito a vedere il film documentario “Malala” di Davis Guggenheim, che sarà proiettato gratuitamente sabato 18 marzo, alle ore 21:15 presso il Teatro Ordigno di Vada, su iniziativa della Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Rosignano. Il documentario racconta la storia della giovane attivista pakistana che all’età di 13 anni ha denunciato l’oscurantismo dei talebani nella valle dello Swat, contrari al diritto all’istruzione per le bambine, e per questo è stata vittima di un attentato mentre tornava da scuola. Vincitrice nel 2013 – a soli 17 anni – del Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai è oggi un simbolo della difesa dei diritti civili e ispirazione per molte giovani donne che vogliono cambiare la propria vita e chiedono il diritto ad un’adeguata istruzione, l’unica vera arma di emancipazione sociale.

A tutte le donne che lottano per affermare la propria e la nostra dignità, buon 8 marzo!”.

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