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Il senatore Potenti (Lega) sul concerto a volume ridotto a Vada: “Già presentata un’interrogazione al ministro dell’Ambiente per chiedere deroghe alle norme sui decibel, rispetto per chi non vuole rumori molesti ma non si deve allontanare il turismo”

Oltre 400 persone per il concerto in piazza a Vada, ma durante le prove alcuni residenti chiamano la polizia municipale e il volume viene ridotto. Il presidente Pro Loco: “O c’è un’assunzione di responsabilità delle istituzioni insieme agli organizzatori oppure si dice chiaramente che queste iniziative in piazza Garibaldi non si possono fare”

Secondo il senatore toscano della Lega, Manfredi Potenti, l’episodio di sabato 15 luglio avvenuto a Vada in occasione del concerto organizzato dalla Pro Loco e dal motoclub locale durante il quale si è dovuta abbassare la musica dopo l’intervento della polizia municipale su segnalazione di qualche cittadino induce ad una riflessione. Tanto che lo stesso Potenti fa sapere di avere già presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente per richiedere “di valutare la possibilità di concedere, laddove l’amministrazione comunale ne facesse richiesta, l’autorizzazione in deroga alle disposizioni vigenti sui limiti di rumorosità per determinate manifestazioni”.

Potenti sottolinea infatti che “il comune di Rosignano Marittimo, assieme a tutti quelli a vocazione turistica, è beneficiato da flussi di presenze tali per cui in estate non si può pretendere l’assenza di qualsiasi forma di intrattenimento. Insomma, l’attrattività turistica in generale impone che in estate, turisti ma anche residenti abbiano diritto a fruire di aree del territorio ove sia possibile assistere ad esibizioni ed espressioni artistiche”.

Con questa convinzione il senatore della Lega ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente. “Rispetto per i residenti che non vogliono rumori molesti – termina Potenti -, ma la vita di una comunità richiede anche momenti di socialità e di spettacolo per scoraggiare i turisti dal dirigersi in altre località balneari anche estere meno esigenti sui decibel“.

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