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Centrale della droga in casa, i carabinieri arrestano una casalinga per spaccio

Centrale della droga in casa, i carabinieri arrestano una casalinga per spaccio

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cecina hanno arrestato una donna di 35 anni di origini straniere ma residente nella zona di Vada, ritenuta responsabile del reato di spaccio di stupefacenti. Lo fa sapere il Comando provinciale attraverso una nota stampa.

“Nell’ambito delle attività di controllo e monitoraggio del territorio – si legge nella nota stampa -, operato su input del Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno su tutta la provincia labronica, si inserisce anche l’odierna operazione di polizia giudiziaria. Detti interventi dei carabinieri sono improntati a disarticolare a poco a poco tutte le fiorenti e redditizie centrali di spaccio che, grazie all’attenta osservazione dei rispettivi territori operata dai comandi competenti, vengono individuate attraverso una meticolosa osservazione delle varie dinamiche di interesse operativo”.

Nel caso specifico, ad insospettire i carabinieri sono stati dei movimenti insoliti di persone di varie età nei pressi di un’abitazione nell’area di Vada in cui vive la donna, una casalinga, rilevati a seguito di mirati servizi di controllo. Proprio nel corso di uno di queste verifiche, i militari hanno fermato un giovane, uscito poco prima dall’abitazione della donna con un pacco sospetto che peraltro prima di entrare non aveva. È stata questa specifica e rituale dinamica che ha fatto scattare il controllo dei carabinieri all’interno dell’abitazione.

I carabinieri hanno rinvenuto da due zaini, con circa un etto e mezzo di cocaina già suddivisa in circa una cinquantina di dosi contenute in bustine di cellophane termosaldato, nonché anche da un sasso anch’esso rivestito in cellophane, due bilancini digitali di precisione, una macchina per termosaldare in sottovuoto e materiale plastico predisposto per confezionare le dosi di droga. Sono stati trovati circa 200 euro in banconote di vario taglio, che non si esclude derivino dall’attività di spaccio.

Il materiale è stato sequestrato e la donna è stata dichiarata in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e, su disposizione dell’AG labronica competente, è stata portata al carcere Don Bosco di Pisa.

L’arresto è stato convalidato il 27 maggio dal Tribunale di Livorno che a seguito di udienza ha emesso la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Rosignano Marittimo, e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria ogni giorno (cd. obbligo di firma).

Il Comando provinciale dell’Arma ricoda che “nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile”.

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