Ipotesi gassificatore dei rifiuti a Rosignano, tanti cittadini all’incontro organizzato da RnC, M5S e Rifondazione Comunista: “Manca la trasparenza verso gli abitanti”

gassificatore Rosignano

È bene essere informati e capire quello che potrebbe accadere sul nostro territorio“. Con queste parole Mario Settino, consigliere del Movimento Cinque Stelle Rosignano, ha aperto l’incontro riguardante l’ipotesi di un gassificatore dei rifiuti a Rosignano, organizzato la sera di venerdì 15 dicembre nella sala di piazza del Mercato da Rosignano nel Cuore, Movimento 5 Stelle e partito della Rifondazione Comunista. Un appuntamento a cui erano presenti anche rappresentanti del Comitato Trasparenza Empoli, Comitato Trasparenza Rosignano e Medicina Democratica. Settino ha ripercorso l’iter che ha portato all’ipotesi di costruire un a Rosignano, ricordando come “nel gennaio 2021 la Regione Toscana ha chiesto alle imprese la disponibilità di realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti, a marzo 2023 sono arrivate 39 proposte, buona parte delle quali riguardano lo smaltimento dei rifiuti piuttosto che il riciclo”. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle ha fatto presente che “Alia Servizi Ambientali ha proposto tre impianti, a Empoli. Pontedera e Rosignano; per quanto riguarda la nostra zona si continua a dire che il progetto non esiste, ma visto che la scadenza per la presentazione in Regione è a fine dicembre 2023 è evidente ch un progetto sommario debba esserci. Per questo dobbiamo mobilitarci tutti”.

In piazza del Mercato, davanti a una folta platea, c’era anche Marco Cardone, membro del Comitato Trasparenza di Empoli, sorto nel 2021 per contrastare la realizzazione nell’empolese di un impianto per la combustione dei rifiuti. “Nel nostro caso, a Empoli – ha detto Cardone – come Comitato siamo riusciti con grande lavoro a trovare le fonti di questo progetto ed è emerso che l’impianto avrebbe trattato rifiuti arrivanti da residui di plastica. Ci siamo a lungo informati ed è emerso che impianti del genere sono nocivi e pericolosi e hanno un costo economico per la cittadinanza. I cittadini di Empoli sono scesi in piazza, chiedendo al Comune di ritirare la propria disponibilità ad accogliere il gassificatore. Il progetto è stato poi accantonato dalla stessa Alia, dato che i privati hanno rifiutato di concedere i tereni dove realizzarlo”. Anche Stefano Tamburini, giornalista ed ex direttore el Tirreno che da tempo segue la vicenda di Empoli, ha parlato di imbroglio colossale, in cui cittadini sono utilizzati come bancomat. Qui c’è una problema di democrazia sospesa, tutto passa sopra la testa degli abitanti. Io mi sento di mettervi in guardia”.

Il presidente nazionale di Medicina Democratica, Marco Caldiroli (collegato da remoto), ha spiegato come non basta bruciare i rifiuti ma bisogna pensare a tutto ciò che viene dopo, i residui dove andrebbero a finire dato che nella combustione non scompaiono?”. Presente al tavolo dei relatori anche Francesca Fabbiani, responsabile del Comitato Trasparenza Rosignano, sorto nei mesi scorsi alla stregua di quelllo di Empoli: Abbiamo incontrato il sindaco a inizio novembre chiedendo di fare chiarezza sul progetto e di informare i cittadini, ma ad oggi non abbiamo saputo più niente. Il sindaco ha parlato di un’occasione per l’economia circolare, ma crediamo che questo progetto non abbia niente di circolare perché dopo la gassificazione restano comunque scarti”. Sempre Fabbiani, che ha invitato i presenti a restare informati (per comunicazioni usare la mail comitatotrasparenzarosignano@gmail.com), ha chiarito che “inizialmente era stata ipotizzata l’area di Scapigliato per collocare l’eventuale gassificatore, poi il sindaco ci ha detto che eventualmente un’area potrebbe essere all’interno del parco industriale dove ci sono già infrastrutture e impianti necessari per quel tipo di attività”.

Infine l’intervento di Claudio Marabotti, capogruppo di Rosignano nel Cuore e candidato sindaco per le amministrative 2024, che ha insistito sul concetto di “mancanza assoluta di trasparenza verso i cittadini che vengono a sapere cosa può accadere sul territorio solo a cose fatte. Da non tralasciare la poca chiarezza su quello che potrebbe accadere a livello ambientale e della salute dei cittadini se questo impianto venisse fatto. Per non parlare dell’assenza di servizi sul nostro territorio, da decenni non abbiamo una classe politica che ci rappresenti a Firenze”.

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