fbpx

La Croce Rossa pronta ad aprire il cantiere per realizzare la nuova sede su via della Repubblica, il presidente Caprai: “Mille metri quadrati ospiteranno centrale operativa, ambulatori e molte attività sociali”

Il rendering della nuova sede Croce Rossa su via della Repubblica a Rosignano Solvay

Un edificio organizzato su tre piani ospiterà una moderna centrale operativa, vari ambulatori per medici e una serie di spazi all’interno dei quali sviluppare attività in ambito sociale. Prende corpo il percorso per realizzare la nuova sede della Croce Rossa, che sorgerà su via della Repubblica a Rosignano Solvay al posto dell’ex dispensario farmaceutico. (In apertura dell’articolo il rendering del progetto).

La struttura all’incrocio con via Giusti, che era di proprietà del Comune, una volta chiuso il servizio di dispensario farmaceutico, ha ospitato per molti anni la sede della Pubblica assistenza. Nel 2009 le prime problematiche strutturali, tanto che l’immobile è stato dichiarato inagibile e l’Assistenza si è trasferita prima alle Morelline e poi nell’attuale sede in via Pel di Lupo.

Da allora sono state numerose le procedure che l’amministrazione ha avviato per alienare l’edificio, le cui condizioni sono andate peggiorando. Due anni fa, con l’ennesima asta, l’acquisizione della struttura da parte della Croce Rossa per 195mila euro (la base d’asta era 150mila). Dopo la presentazione del progetto e l’iter necessario per arrivare ad aprire il cantiere, nel corso dell’estate 2023 l’intervento prenderà forma. Attendiamo la licenza edilizia – spiega Luigi Caprai, presidente della Croce Rossa – Dovremmo avere l’ok a breve e l’intenzione è di aprire il cantiere al più presto, per terminare i lavori nell’arco di circa un anno”.

L’obiettivo dell’associazione di volontariato, che attualmente utilizza come base operativa alcuni locali su via Rossellini (versante mare di Rosignano Solvay)  è quello di rivedere l’organizzazione dei servizi, “creando spazi per ambulatori medici e incrementando le attività legate al sociale“, termina Caprai.

Lascia un commento

Torna in alto