L’abbraccio della comunità per dire addio a Enzo Rocchi, storico artigiano con il Castiglioncello calcio nel cuore

Tanti amici di una vita, quelli a cui il suo sorriso aperto e ironico resterà sempre impresso nella mente. Ma anche conoscenti ed ex clienti che, nonostante fosse in pensione da tempo, hanno continuato a fidarsi delle sue competenze considerandolo un punto di riferimento dell’artigianato locale. E poi un mare di persone a cui lo legava la fede per la maglia azzurra, quella del Castiglioncello calcio.

Un’intera comunità ha voluto dire addio a Enzo Rocchi, storico fabbro ed ex dirigente degli Azzurri scomparso la mattina di giovedì 20 aprile dopo aver lottato contro un male scoperto pochi mesi fa. La chiesa di Santa Teresa ha accolto il grande affetto che Rocchi, per oltre quarant’anni titolare di una attività nella zona di Caletta, ha costruito intorno a sé grazie alle sue capacità professionali ma soprattutto alla grande umanità che era il tratto distintivo del suo carattere. Bastava guardarlo negli occhi per capire che non si tirava indietro se c’era da dare una mano.

Rappresentante di quell’artigianato fatto di cura e dedizione, Rocchi aveva cominciato a seguire le sorti calcistiche del Castiglioncello quando il figlio Andrea, da anni titolare del Bar Portovecchio, vestiva la maglia azzurra. “Quando io ho smesso di giocare nel 2005 – ricorda Andrea – lui si era talmente appassionato alla squadra che è entrato nel consiglio della società, seguendo vari aspetti organizzativi fino a pochi anni fa. Poi, una volta lasciato l’incarico, non ha mai smesso di interessarsi alla squadra”. Un’emozione, quella di veder giocare gli Azzurri, che ha accompagnato Enzo Rocchi fino a pochi giorni fa, quando domenica 16 aprile il suo Castiglioncello ha sfidato la Geotermica nella finale playoff.

Appresa la notizia della sua scomparsa, decine di amici e conoscenti si sono riversati nella sua casa di Rosignano Solvay per salutarlo un’ultima volta e abbracciare la moglie Benedetta e i figli Arianna e Andrea. E poi hanno riempito la chiesa di Santa Teresa per la cerimonia funebre. “Vogliamo ringraziare la comunità – dice Andrea –, tantissime persone in questi giorni ci stanno vicine. Tutto questo affetto ci ha confermato quanto babbo fosse amato da tutti”.

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