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Settima giornata di Inequilibrio Festival, il programma di mercoledì 5 luglio

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Settima giornata di Inequilibrio Festival, la kermesse dedicata al panorama contemporaneo di teatro, danza e performance a cura di Fondazione Armunia.

Il programma di mercoledì 5 luglio
  • Dalle 9 alle 11 nel parco del castello Pasquini a Castiglioncello: in programma la passeggiata “Il parco del Castello Pasquini: un bosco in città”, a cura di Bruno Cuochi. L’attività è in sinergia con il patto di collaborazione per la cura e la valorizzazione del Parco del Poggetti e vuole incrementare la conoscenza della natura del parco, degli alberi presenti, della specificità delle loro relazioni, stimolando una riflessione sul rispetto e sul riconoscimento del valore del bosco come ecosistema complesso.
  • Alle 11 da FITO (ex Limonaia nel parco del castello Pasquini): presentazione del libro “Scenografe – Storia della scenografia femminile dal novecento a oggi” (Dino Audino Editore)alla presenza dell’autrice Annamaria Monteverdi in dialogo con la direttrice del festival. Si traccia una storia della scenografia tutta al femminile, perché se un tempo quello dello scenografo era considerato un mestiere prettamente maschile si sta affermando una nuova generazione di artiste che non solo lo rivendica, ma vi occupa posizioni di sempre maggior rilievo.
  • Alle 18.30 al Teatro Nardini di Rosignano Marittimo: “I Greci, gente seria, come i danzatori!”, performance di Quotidianacom vincitrice del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2022, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni. La danza e il pensiero sono come prove di resistenza che hanno in comune il rigore. Ma cosa succede se un danzatore e un filosofo si incontrano?
  • Alle 20.30 nella sala del Ricamo del castello Pasquini: andrà in scena “Ecuba, la cagna nera” rielaborazione de “Le Troiane” di Euripide prodotta da Teatro di Buti con la scrittura e la regia di Dario Marconcini. Protagonista Giovanna Daddi. Fra le molte vittime che agitano la tragedia di Euripide spicca la figura di Ecuba, che qui viene chiamata cagna per il mito che la vuole trasformata in animale. La regina riassume in sé tutta la sofferenza, il dolore, la disperazione e l’impotenza delle donne vinte e violate dalla guerra, ridotte in catene, orfane o vedove, in attesa di un incerto futuro da schiave (foto in apertura dell’articolo).

Per biglietti e ulteriori informazioni: www.armunia.eu; Armunia (FB); @armuniateatro (IG); Fondazione Armunia (TW).

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