Con gli Amici della natura alla scoperta dei segreti della duna dei Canottieri, biodiversità da salvaguardare

Domenica 23 ottobre, all’auditorium di villa Pertusati a Rosignano Marittimo, si è svolta la conferenza sulla duna antica presente al Circolo Canottieri Solvay. “Un grazie all’associazione Amici della natura di Rosignano – ha detto Vincenzo Brogi, assessore all’ambiente – che attraverso iniziative di volontariato ci aiuta a gestire e salvaguardare questa vasta entità che è il nostro territorio.”

L’associazione Amici della natura insieme, grazie ad alcuni esperti, tutela e studia l’antica duna presente al Circolo Canottieri Solvay, con lo scopo di preservarla. “La duna ha un ruolo fondamentale nell’ecosistema – ha spiegato Roberto Righini, botanico – perché blocca la sabbia e salvaguarda così la biodiversità“.- Righini ha inoltre aggiunto che la duna dei Canottieri non è l’unica presente sul nostro arenile, infatti poco dopo, all’altezza del Lillatro, ne troviamo un’altra, in condizioni non ottimali ma che testimonia comunque la presenza di un sistema dunale ancora in vita, con una biodiversità vivace.

Si parla di endemismi, in questo caso endemismi puntiforme – ha fatto presente Righini – . Vale a dire che ci sono alcune piante che crescono solo in determinate zone, in ambienti geograficamente limitati e si estendono per pochi metri. Bisogna proteggere la rarità“. In realtà, come è stato chiarito durante la conferenza, alcune zone con flora da tutelare sono già sotto protezione ma ci vorrebbe una ulteriore supervisione, dal momento in cui, rivela Righini, “a seguito di alcuni controlli sono emersi segni di calpestamenti, addirittura a cavallo”.

Sulle dune sono presenti inoltre moltissimi esemplari di funghi – ha svelato Bruno Brizzi, micologo – anch’essi indispensabili per l’equilibrio ecologico delle nostre coste, proteggono infatti le piante e le tutelano da malattie. Un esempio classico della macchia mediterranea è la presenza di un particolare tipo di fungo che si sviluppa in concomitanza del ginepro coccolone”. Per ultimi ma non meno importanti, i volatili tipici della duna. “Si tratta di uccelli prevalentemente migratori ma non solo, ad esempio – ha illustrato Carlo Baldacci, ornitologo – la presenza del Charadrius Alexandrinus, più conosciuto come Fratino, indica che l’arenile è in buone condizioni.”

Anche il Circolo Canottieri ha accolto positivamente la notizia, intende valorizzare al meglio la duna mettendo a disposizione l’area e collaborando agli studi: “Dopo anni è bello e interessante trovare un piccolo tesoro, una duna antica degna di rispetto e considerazione“, ha dichiarato entusiasta Roberto Pagnini, presidente dei Canottieri.

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