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Nato il movimento civico SiAmo Vada: “Basta critiche banali, come cittadini vogliamo decidere il futuro del nostro paese”

Il movimento SiAmo Vada

L’obiettivo è quello di partecipare attivamente alle decisioni riguardanti il futuro della frazione. Per questo è nato il movimento civico “SiAmo Vada”, che la mattina di sabato 27 maggio si è presentato ufficialmente davanti al cancello dell’ex parco comunale su via Irma Bandiera, luogo simbolo del dibattito che da mesi anima il paese. “Lo slogan del nostro logo – spiega il portavoce del movimento, Alberto Rossi – indica chiaramente il senso di appartenenza e l’amore che ci lega a Vada come residenti.

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Il logo del movimento civico

Oltre 40 i cittadini che hanno partecipato alla prima uscita pubblica del movimento, che ha elaborato una sorta di manifesto (I punti fermi, nella foto qui sotto) per fissare quelle che sono considerate vere e proprie urgenze. “Negli ultimi anni abbiamo assistito – spiega Rossi a nome del gruppo – a un impoverimento, soprattutto di idee, della frazione di Vada. Un impoverimento che ha portato come conseguenza ad un degrado visibile non solo ad occhio nudo, ma anche nel tessuto economico e sociale della nostra frazione. Turismo e commercio in una frazione piccola come la nostra vanno di pari passo, perché , come semplice equazione, più turisti ci sono, più persone visitano i negozi”.

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Il manifesto con i punti essenziali del movimento “SiAmo Vada”

Netto il parere negativo del movimento “SiAmo Vada” relativamente al progetto di realizzare negli spazi dell’ex parco comunale un’isola ecologica destinata agli operatori del centro. “Viene da citare un’affermazione – dice ancora Rossi – letta in questi giorni: “non può essere il paese che chiude alle 11 la sera”. E perché no? Il problema è di una visione complessiva dell’intera frazione. Basta voltarsi indietro e Vada era prevalentemente un paese di turismo delle famiglie: invece di valorizzare questa caratteristica turistica negli anni è stato tolto quanto di attrattivo vi poteva essere, senza creare alternative. Il problema non è semplicemente il centro di raccolta nel parco comunale, ma valorizzare quest’area di pregio adiacente la piazza per alternative alla spiaggia: ad esempio un mini golf , gonfiabili, panchine e tavoli, riaprendo anche il bar che vi era dentro. Oppure ripulire e riqualificare con tavoli e giochi la pineta accanto al campo sportivo, una volta molto frequentata ed ora abbandonata e neppure fruibile”. Per quanto riguarda l’isola ecologica, il neonato movimento ipotizza anche una diversa localizzazione: “Nello spiazzo tra via Bandiera e via Telesio, laddove d’estate vi è spesso una sosta selvaggia di auto di coloro che vanno al mare, oppure dove già la scorsa estate vi erano stata fatta un’area ad hoc, nel parcheggio del cimitero, suggerisce Rossi a nome del movimento civico.

Svariate le tematiche affrontate dal gruppo, dalla necessità di riqualificare la torre del faro e la Marina di Vada alla gestione degli arenili: “Statisticamente – spiega Rossi – la vacanza è più breve ma più comoda, quindi sì spiagge libere, ma implementando aree attrezzate e stabilimenti. Un altro nodo essenziale riguarda gli impianti sportivi: “Ne abbiamo bisogno in modo disperato non solo per la squadra di calcio, ma per tutto un movimento sportivo che a Vada impegna molti e molti ragazzi: quello che abbiamo, nonostante i molti sforzi, è strutturalmente oramai inadeguato”.

I rappresentanti del movimento assicurano di non voler alimentare polemiche e di essere aperti al confronto con chi vorrà ascoltare le loro proposte. “SiAmo Vada non nasce per criticare – termina Rossi –, come abbiamo finora letto sulla stampa anche in modo banale, ma per proporre. Chi amministra e chi di Vada è stato eletto a rappresentarci non ha fatto proposte e soprattutto non si è confrontato con i cittadini. Allora si verifica il processo inverso, ci costituiamo per avere voce ma soprattutto per poter iniziare a decidere il nostro futuro in prima persona , di rappresentarci anziché continuare ad essere rappresentati: ed è proprio per questo che siamo aperti al confronto con tutti quelli che possono essere interessati, fermo restando che vogliamo essere padroni del nostro destino”.

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