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Gassa d’amante e nodo savoia, Andrea Bini insegna i segreti dei nodi marini in un corso al Circolo Nautico di Vada

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Quando muove le mani sembra che ricami, tanta è la cura con cui intreccia le cime che gli scivolano fra le dita. Andrea Bini è un vadese doc e da sempre coltiva la passione per i nodi marini, tanto che da anni ha messo a disposizione la sua arte per organizzare corsi al Circolo Nautico di Vada. “Esistono vari tipi di nodi – racconta Bini  – perché ognuno serve a uno scopo diverso. Le persone spesso non si rendono conto di quanto saper realizzare nodi adeguati sia fondamentale nella vita di tutti i giorni. E lo è ancora di più nella marineria, prima di tutto per ragioni di sicurezza. Ecco perché qui al Circolo Nautico abbiamo pensato di avviare queste lezioni”. Ad appassionarsi sono soprattutto i più giovani, desiderosi di riscoprire tecniche essenziali per vivere il mare. “Perché i nodi marini sono utili in ogni momento della vita quotidiana – dice – permettono di fare tante cose nel modo corretto”.

L’interesse di Bini, che ha 67 anni ed è un ex dipendente Solvay, per nodo piano e gassa d’amante arriva da lontano. “Mio zio era pescatore professionista qui a Vada – ricorda – e fin da piccolo ho imparato da lui le tecniche della marineria. Nel 1974 ho preso il libretto di navigazione per lavorare con le barche da pesca lungo la costa. L’essere esperto di mare mi è stato utile anche nel lavoro in Solvay, visto che a un certo punto sono stato nominato responsabile del vecchio pontile, quello alla Bucaccia. Chiaro che per quell’attività conoscere i nodi marini era essenziale”.

In verità la passione di Bini per il mare va oltre i nodi marini. Da sempre si dedica al modellismo, realizzando navigli in miniatura. Non solo, perché da esperto di navigli, sta terminando la ristrutturazione di un vecchissimo “gozzo”. In pratica ha trasformato un ammasso di legno vecchio in un gioiello ricostruito secondo caratteristiche storiche. “Insieme a un amico maestro d’ascia – racconta con orgoglio – lo abbiamo completamente rifatto, dallo scafo alle vele, armandolo come fosse una barca di inizio ‘900. Ci lavoriamo da mesi, è stata un’esperienza bellissima”.

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