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L’allarme dell’Unione comunale del Pd di Rosignano Marittimo: “Sanità pubblica al collasso, servono maggiori risorse dal Governo e la Regione deve potenziare i servizi sul territorio”

Il governo centrale deve garantire maggiori risorse finanziarie nella sanità pubblica e valorizzarne l’impiego. La Regione deve riconsiderare l’offerta dei servizi sul territorio per garantire l’uguaglianza sostanziale di accesso e prestazione“. Questa, in sintesi estrema, la riflessione emersa durante l’incontro organizzato dall’Unione comunale del Pd di Rosignano Marittimo nei giorni scorsi, invitando a partecipare (dal vivo o a distanza) anche il personale della sanità locale. “Una iniziativa – si legge in un comunicato stampa dell’Unione comunale Pd – organizzata nel contesto del processo di riforme del servizio sanitario della Toscana, in un’iniziativa che ha visto una consistente presenza di partecipanti e di addetti ai lavori”.

Presenti, come relatori e per ascoltare il dibattito, Sandra Scarpellini, presidente della Società della Salute Valli Etrusche, e Daniele Donati, sindaco di Rosignano Marittimo.

Il segretario dell’Unione comunale del Pd, Margherita Pia, ha evidenziato come “la salute sia un bene primario, un diritto fondamentale della persona che impone piena ed esaustiva tutela. L’art.32 della Costituzione lo definisce inalienabile, intrasmissibile, indisponibile e irrinunciabile; è un diritto valevole erga omnes, per tutti i cittadini italiani e stranieri; tutte le persone devono avere accesso ai servizi sanitari di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e dove ne hanno bisogno, pertanto l’assistenza territoriale di prossimità deve dare le risposte al diritto alla salute, ai bisogni di salute, il più vicino possibile ai cittadini.

Manca personale

Nella nota stampa si legge come, durante la serata che si è svolta nella sala Mistral del porto Marina Cala de’ Medici, sia emerso un sentire comune: “Ormai, da troppo tempo, sono problemi urgenti da risolvere la carenza di operatori sanitari, la riorganizzazione del sistema territoriale di emergenza-urgenza, aumentare l’uso di strumenti digitali nell’assistenza sanitaria, rendere i sistemi sanitari più sostenibili, condividere informazioni e ridurre le disuguaglianze di accessibilità ai servizi. I modelli organizzativi sono da verificare nell’attuabilità in relazione alle caratteristiche dei territori”.

Il Pd rosignanese sottolinea che, nella sanità pubblica, “va affrontato il problema di carenze di personale medico e infermieristico, i meccanismi di accesso all’università e alla professione, va tutelato l’impiego a tempo pieno, evitate le uscite precoci dal pubblico verso il privato, per contrastare forme di sanità privata sostitutiva di quella pubblica, che riesce a dare risposte più veloci alla domanda di prestazioni favorendo una forte discriminazione sociale ed aumento delle disuguaglianze”.

Più medici per l’emergenza-urgenza

Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore emergenza-urgenza, che ormai da molti mesi, l’Unione comunale Pd sottolinea come “le caratteristiche dei territori (fisico morfologiche e demografiche) non possono non essere adeguatamente considerate nella riforma dei servizi di emergenza. Una maggiore presenza di medici in servizio è indispensabile in territori con popolazione dispersa e dove prevale oltretutto la presenza di ospedali di secondo livello ove non tutte le cure possono essere garantite e quindi risulta necessario accompagnare il malato in un trasferimento tempo-dipendente”.

Il sindaco Daniele Donati si è detto “consapevole della necessità di garantire i servizi integrando il modello strutturale/territoriale e il modello di prestazioni sanitarie per non rischiare di costruire la scatola senza il contenuto”.

Territorio costiero sottovalutato

Al presidente della Conferenza dei sindaci Sandra Scarpellini non sfugge, “nel panorama regionale, la sottovalutazione del nostro territorio costiero, dove l’innalzamento dell’età media delle popolazione e la diminuzione della natalità si accompagna alla particolarità dei picchi di presenza estivi di popolazione (che arriva quantomeno a triplicare la platea degli utenti), porta alla necessità di un potenziamento dei servizi. Ripensamento del modello organizzativo per integrazione tra sanitario e sociosanitario, riorganizzazione dei servizi di emergenza ed urgenza e del terzo settore, razionalizzazione della distribuzione territorio dei medici sono i problemi da affrontare per la riforma”.

L’Unione comunale del Pd sottolinea infine come l’incontro “ha costituito un ripresa di confronto sulle tematiche sanitarie che andranno approfondite senza disperdere il patrimonio di idee ed esperienze esistenti, riprendendo la pratica dell’ascolto di chi questi problemi li vive quotidianamente sulla propria pelle”.

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